Perché ho percorso il sentiero dei farisei?

Suxing Provincia di Shanxi

Sono una persona arrogante e presuntuosa, e la posizione è sempre stata il mio tallone d’Achille. Per molti anni, nell’esercizio della mia fede, sono stata legata alla reputazione e alla posizione e non sono stata capace di liberarmi da questo vincolo. Più volte sono stata promossa e sostituita; lungo il percorso ho incontrato battute d’arresto alla mia posizione e molti ostacoli. Dopo molti anni di gestione e affinamento, sentii che non stavo prendendo sul serio la mia posizione. Non volevo essere come in passato, convinta che solo avendo un ruolo di guida avrei potuto essere resa perfetta da Dio e senza speranze in caso contrario. Capii che a prescindere dal dovere che stavo compiendo, bastava che cercassi la verità e sarei stata resa perfetta da Dio; perseguire la reputazione e la posizione è la via dell’anticristo. Ora sento che a prescindere dal dovere che sto compiendo, posso accettare di non avere una posizione importante. È la legge del cielo e della terra che la creazione adempia il suo ruolo. Ovunque tu venga messo, dovresti accettare le disposizioni di Dio. Quando emerge la corruzione della fama e della posizione, la si può risolvere cercando la verità. Qualunque cosa incontri nel compiere il mio dovere, finché capisco la verità sarò pronta a pagare il prezzo. Alla luce di questo, pensavo di aver già percorso il sentiero della ricerca della verità. Pensavo di aver riguadagnato umanità e ragione. Dio cerca nel cuore ed esamina la mente. Egli sapeva che ero impura nella mia ricerca della verità, e che non stavo veramente percorrendo il sentiero della ricerca della verità. Dio sapeva che metodo usare per purificarmi e salvarmi.

Alla fine di giugno 2013, la guida locale venne sostituita, dopodiché i fratelli e le sorelle mi scelsero come nuova guida. La casa di Dio mi consentì di emergere e di svolgere il lavoro. Quando udii che mi sarei dovuta assumere una responsabilità così grande, sentii che non avevo la realtà della verità e che non sarei stata in grado di svolgere il lavoro. La portata del compito era così grande e c’erano talmente tanti fratelli e sorelle. Come potevo guidarli? C’erano così tante persone con più qualità interiori di me ed erano state sostituite. Come avrei potuto fare qualcosa di meglio? Questo non mi esporrà? Non ero disposta ad affrontare quegli alti e bassi. Fintanto che potevo adempiere ai miei doveri, avrei fatto del mio meglio ovunque fosse richiesto il lavoro. Quindi, declinai all’istante: “No, non sono competente per svolgere questo lavoro…” Trovai ogni genere di motivazioni e scuse. Credevo fermamente di comportarmi con razionalità e che quella fosse la verità. Più tardi, grazie alla condivisione con i miei fratelli e sorelle, riuscii a riconoscere che stavo albergando dentro di me il veleno del gran dragone rosso, ovvero: “Chi troppo in alto sale, cade sovente precipitevolissimevolmente” e anche “Al vertice si è soli”. Non volevo ritrovarmi di nuovo tormentata dalla posizione. Anche se con il ragionamento capivo che il motivo per cui quelle persone erano state rimosse dall’incarico era che non cercavano la verità e che la loro natura era troppo malvagia, portandoli a compiere ogni genere di cattiva azione, da qualche parte nella mia mente credevo comunque che se io non fossi stata una grande guida, non avrei avuto occasioni per fare del male; era una protezione verso me stessa. Poi pensai che, a causa della mia fede e poiché predicavo il Vangelo, il PCC mi stava dando la caccia e non potevo tornare a casa. Non avevo via d’uscita. Se diventassi una grande guida, e alla fine offendessi l’indole di Dio e venissi espulsa perché non ho la verità, allora davvero non sarei più in grado di continuare a vivere. Dato che ero imprigionata da questi concetti e veleni, vivevo nell’oscurità e nel tormento. Nel mio dolore fui costretta a gridare a Dio: “Oh, Dio, mettendomi davanti a questa responsabilità, so che Tu mi hai elevata. So che rifiutare questa responsabilità significa tradire Dio. Ma in questo momento sto vivendo imprigionata dal veleno di Satana e non riesco a uscirne. Temo profondamente di farmi carico di questa grande responsabilità, temo che la mia natura sia pericolosa, di non avere la verità e che sarò punita per aver commesso un grande male. Oh Dio, sto soffrendo e sono molto disorientata. Non so come sottomettermi a Dio. Chiedo a Te, Dio, di aiutarmi e salvarmi”. Durante la mia preghiera, Dio mi ha illuminato e mi ha fatto riflettere su un passo delle parole di Dio: “E la vostra conoscenza di Me non si ferma a questi fraintendimenti; ancora peggiore è la vostra blasfemia contro lo Spirito di Dio e la denigrazione del Cielo. Ecco perché dico che una fede come la vostra vi porterà ad allontanarvi da Me e ad aumentare la vostra opposizione nei Miei confronti. In tanti anni di lavoro avete visto molte verità; ma sapete che cosa hanno udito le Mie orecchie? Quanti di voi sono disposti ad accettare la verità? Credete tutti di essere pronti a pagare il prezzo della verità, ma quanti di voi hanno realmente sofferto per la verità? Nei vostri cuori non vi è altro che iniquità, perciò ritenete che chiunque, non importa chi possa essere, sia falso e corrotto” (“Come conoscere il Dio sulla terra” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di giudizio di Dio hanno trasformato il mio disorientamento e il mio dolore in paura e tremito. Specialmente queste parole, “blasfemia contro lo Spirito di Dio”, “la denigrazione del Cielo” e “Nei vostri cuori non vi è altro che iniquità” giunsero come spade e mi trafissero il cuore, dandomi la percezione della giustizia, della maestà e dell’ira dell’indole di Dio. Vidi che la mia situazione di quel momento stava veramente resistendo a Dio e bestemmiandoLo, e quella era una cosa estremamente grave! A causa di ciò, il mio cuore ribelle fu in grado di cambiare direzione e io mi prostrai davanti a Dio per cercare di sottomettermi a Lui. Esaminai ciò che era emerso di me stessa. Non so quante volte avevo sperimentato il giudizio e il castigo di Dio nel corso degli anni, ma non solo non conoscevo l’amore e la salvezza di Dio, Lo avevo effettivamente frainteso e mi ero messa in guardia davanti a Lui, peggiorando le cose. Incolpavo Dio di tutto ciò che era ingiusto, come se l’opera di Dio fosse troppo fastidiosa per l’uomo. Dopo molti anni di esperienza dell’opera di Dio, il mio rapporto con Dio non si era fatto più stretto o abituale; piuttosto stavo diventando più estraniata e distante da Dio. Tra me e Dio c’era un grande abisso che non riuscivo ad attraversare. Era questo ciò che avevo raccolto dopo tutti questi anni? In quel momento riuscii ad ammettere che la mia natura egoista e deplorevole mi stava spingendo a tradire la mia coscienza. Avevo dimenticato il prezzo che Dio aveva pagato per me; avevo dimenticato la Sua salvezza e la sua formazione verso di me. In quel momento, pregai di nuovo Dio: “Oh, Dio, non vivrò più secondo il veleno di Satana, non ferirò più il Tuo cuore. Sono disposta ad accettare il giudizio e il castigo di Dio e a distogliermi dalle mie opinioni fallaci”. Quindi lessi il sermone pubblicato il 15 giugno 2013, da quanto sopra: “Colui che non ama Dio è sul sentiero dell’anticristo e alla fine verrà rivelato ed eliminato. L’opera di Dio negli ultimi giorni sta salvando e rendendo perfette le persone e ogni individuo malvagio che non viene salvato sarà rivelato ed eliminato. Perciò, ogni persona seguirà la sua propria natura. Perché così tante persone vengono scoperte a fare ogni genere di azione malvagia con la loro posizione e il loro potere? Non è perché la loro posizione le ferisce. Il problema fondamentale è la sostanza della natura umana. La posizione può certamente far emergere le persone, ma se un individuo di buon cuore occupa una posizione elevata, non commetterà azioni cattive. Alcune persone che non occupano una posizione non commetteranno azioni cattive. In superficie sembrano brave persone, ma se ottengono una posizione commetteranno ogni genere di azione malvagia” (La condivisione del Fratello). Attraverso questa condivisione potei vedere quanto erano assurde e insensate le nozioni che esistevano nel mio cuore. Il fatto che siano tutti in grado o meno di percorrere il sentiero della ricerca della verità non dipende dal fatto che occupi o non si occupi una buona posizione, e non è che il fatto di occupare una posizione renda difficile percorrere il sentiero della ricerca della verità. La chiave sta nel fatto se la natura dell’uomo sia desiderosa di verità e se l’uomo ami Dio o no. Pensavo di aver preso la mia posizione con leggerezza, nei numerosi anni trascorsi a “temprare me stessa”, e mi sembrava di essere come l’erba che non può cercare di diventare un grande albero, e di essere capace di essere onesta nel cercare la verità e nel compiere il mio dovere. Non sarei più stata come prima, nel provare dolore, debolezza, negatività e disperazione quando vedevo che la casa di Dio promuoveva altre persone e non me. A causa di queste espressioni, ritenevo che la mia indole fosse stata in qualche misura trasformata e di stare già percorrendo il sentiero di Pietro. Quel giorno, alla luce dei fatti e della verità, fui in grado di vedere chiaramente la mia vera natura: non stavo realmente lasciando andare la mia posizione, ma ero anzi più intelligente e furba. Dopo essermi confrontata molte volte con tutto ciò, non stavo donando il mio cuore a Dio né stavo cercando onestamente di amarLo, ma stavo invece salvaguardando me stessa. Le mie prospettive future avevano sempre avuto un peso nei miei pensieri. Avevo instillato nel mio cuore l’assurda nozione che “Le posizioni elevate non sono sicure”. In che modo stavo mostrando amore per Dio e percorrendo il sentiero di Pietro?

Riguardo alle mie erronee opinioni, lessi “Il principio sulla verifica dei propri doveri e della propria posizione” e anche “Il principio sullo spendere per Dio” in “Pratica ed esercizi per un comportamento fondato su principi”. Tra questi principi c’erano le parole della preghiera di Pietro: “Tu sai di che cosa sono capace, e inoltre sai quale ruolo posso svolgere. Ogni Tuo desiderio è per me un ordine, e dedicherò a Te ogni cosa che possiedo. Tu solo sai cosa posso fare per Te. Sebbene Satana mi abbia ingannato e io mi sia ribellato a Te, credo che non mi ricorderai per quelle trasgressioni, che non mi tratterai in base a esse. Voglio dedicare a Te la mia intera vita. Non chiedo nulla, né nutro altre speranze o progetti; desidero solo agire secondo la Tua intenzione e fare la Tua volontà. Berrò dal calice amaro, e obbedirò a ogni Tuo ordine” (“Come Pietro arrivò a conoscere Gesù” in “La Parola appare nella carne”). “Non vi è correlazione fra il dovere dell’uomo e l’eventualità che egli sia benedetto o maledetto. Il dovere è ciò che l’uomo è tenuto a compiere; è il suo sacrosanto dovere e non deve dipendere da ricompense, condizioni o ragioni. Soltanto questo è il compimento del suo dovere. Un uomo benedetto gode della bontà nell’essere reso perfetto dopo il giudizio. Un uomo maledetto riceve la punizione quando la sua indole rimane immutata in seguito al castigo e al giudizio, ossia non viene reso perfetto. In quanto essere creato, l’uomo dovrebbe compiere il suo dovere, fare ciò che è tenuto a fare e ciò che è in grado di fare, indipendentemente dal fatto che venga poi benedetto o maledetto. Questa è la condizione fondamentale per l’uomo, in quanto persona che ricerca Dio. Tu non devi compiere il tuo dovere solo per essere benedetto e non devi rifiutarti di agire per timore di essere maledetto. Desidero dirvi quest’unica cosa: se l’uomo è in grado di compiere il suo dovere, ciò significa che svolge ciò che è tenuto a fare. Se l’uomo non è in grado di compiere il suo dovere, questo dimostra la sua ribellione” (“La differenza tra il ministero del Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”). Dalle parole di Dio si può vedere che Pietro cercò veramente di riuscire ad amare Dio per tutta la sua vita e obbedì in tutto alle disposizioni di Dio; non operò scelte proprie né avanzò richieste. Comunque Dio disponesse le cose, si sottometteva sempre a Lui. Infine, compì il suo dovere in quanto creazione e diede a Dio la sua vita e il suo amore estremo per Lui. La ragione per cui Pietro ebbe successo nel suo credere in Dio non dipese dal dovere che adempiva. Secondo la mia opinione, Pietro era il principale apostolo dei dodici, e in una posizione così elevata gli era facile fare del male ed era incline a essere esposto ed eliminato. Tuttavia Pietro prese la strada giusta e il Signore Gesù gli affidò l’importante compito di essere il pastore delle Chiese. Lui non agiva nella sua posizione da apostolo, era in ombra e sconosciuto, era operoso e coscienzioso nel compiere il suo dovere in quanto creazione, nell’amare veramente Dio e nel sottomettersi a Lui. Ottenne la soddisfazione di Dio facendo del suo meglio nel compiere il suo dovere. Questo fu il segreto del suo successo. Dopo essermi confrontata con la preghiera di Pietro e con il giudizio e il castigo della parola di Dio, mi sentii piena di vergogna. La parola di Dio colpì il mio cuore e mi consentì di rendermi conto che non ero sottomessa e mi stavo opponendo a Dio. Nel credere in Dio, avevo sempre conservato le mie speranze e i miei progetti. Per tutti quegli anni mi ero data da fare correndo di qua e di là alla ricerca di una destinazione definitiva, per le mie prospettive future, per la fama, il profitto e la posizione. Quando compivo solo alcuni dei miei doveri, cercavo di giungere a un accordo con Dio e lasciavo che Dio ci mettesse il Suo timbro di approvazione per garantire che sarei stata salvata. Le mie richieste a Dio di fare questo per me rivelano che la natura di Satana in me era troppo egoista, deplorevole e malvagia. Non avevo neanche una briciola della ragione e della coscienza che la creazione dovrebbe avere. Rifiutai l’incarico a causa della mia natura sleale. Respinsi la chiamata di Dio per salvaguardare me stessa; invece, usai argomentazioni insensate e cercai delle scuse. Ho parlato con Dio. Ero irragionevole. In quel momento, lessi la parola di Dio, “se l’uomo è in grado di compiere il suo dovere, ciò significa che svolge ciò che è tenuto a fare. Se l’uomo non è in grado di compiere il suo dovere, questo dimostra la sua ribellione”. La mia coscienza provò un profondo senso di colpa; ripensai a come tutto quello che avevo mi era stato dato da Dio e come tutto quello che ero in grado di fare, qualunque cosa volessi sperimentare, Dio aveva disposto ogni cosa. Più volte, il giudizio e il castigo di Dio caddero su di me per farmi recuperare la ragione e la coscienza e consentirmi di adempiere veramente ai miei doveri in quanto creazione. A prescindere dalla modalità richiesta da Dio, avrei dovuto offrire me stessa e ripagare l’amore di Dio. Altrimenti, sarebbe stato un tradimento e io avrei dovuto essere punita! Oggi, la questione non è se l’incarico di Dio sia stato disposto da qualcuno, bensì è Dio che verifica il sentiero che ho percorso e quello che ho ricercato per tutti questi anni. Oggi non ho la realtà della verità e sono una persona di bassa statura. Dio non mi ha affidato questa responsabilità grazie alla mia attuale competenza, bensì con il fine di consentirmi di migliorare nella ricerca della verità e accettare l’addestramento. Mi obbliga a offrirmi completamente a Dio e a entrare nella realtà dell’amare Dio con tutto il mio cuore, con tutta l’anima, la forza e la mente. In passato, vivevo con nozioni assurde. Credevo di essermi assicurata i miei incarichi e la mia posizione. Mentre svolgevo i miei compiti con questo atteggiamento e con questi precedenti, non mi affinavo molto né ricevevo molta pressione. Tuttavia, attraverso la mia compiacenza e la soddisfazione che provavo per la mia situazione di quel momento, la mia indole depravata si rivelò. Emerse la mia visione egoista e deplorevole: stavo cercando di compiere il mio dovere credendo in Dio ma senza fare del mio meglio per soddisfarLo e amarLo. In quel momento, riuscii a tornare in me: dopo tutti quegli anni, pensavo di stare già percorrendo il sentiero di Pietro nella ricerca della verità, ma oggi i fatti rivelano che attribuivo la massima importanza alle mie prospettive future. Non avevo per Dio il minimo amore e non ero disposta a reggere un fardello pesante né a offrire tutto il mio sé a Dio. Come poteva questo essere in linea con ciò che Pietro stava cercando?

Nella mia ricerca, lessi le parole di Dio: “In quanto creatura di Dio, l’uomo dovrebbe cercare di compiere il dovere di creatura di Dio e di amarLo senza fare altre scelte, perché Dio è degno del suo amore. Coloro che cercano di amare Dio non dovrebbero mirare ad alcun beneficio personale o a ciò che desiderano personalmente; questo è il sistema di ricerca più corretto. Se ciò che cerchi è la verità, ciò che metti in pratica è la verità e ciò che ottieni è un cambiamento nella tua indole, allora la strada che percorri è quella giusta. Se ciò che cerchi sono le benedizioni della carne e ciò che metti in pratica è la verità delle tue concezioni, e se non c’è alcun cambiamento nella tua indole e non sei affatto obbediente al Dio fattoSi carne e vivi ancora nella vaghezza, ciò che cerchi ti porterà sicuramente all’inferno, perché la strada che percorri è quella del fallimento. Se sarai reso perfetto o eliminato dipende dalla tua ricerca, vale a dire che il successo o il fallimento dipendono dalla strada che l’uomo percorre” (“Il successo o il fallimento dipendono dalla strada che l’uomo percorre” in “La Parola appare nella carne”). La parola di Dio è la verità, la via e la vita, e in quel momento integrai la mia situazione attuale con altri due brani della parola di Dio. Mi resi conto che la parola di Dio aveva già rivelato il sentiero di Pietro verso la riuscita, così come l’espressione del sentiero verso la riuscita. Il sentiero di Pietro verso la riuscita non si riferiva al non ricercare una posizione o allo scegliere e decidere i propri incarichi. Non si trattava solo di essere conquistati sugli aspetti negativi, ma si riferiva in modo più importante al cercare di amare Dio con decisione e compiere il proprio dovere in quanto creazione. Per di più, percorrere il giusto sentiero genererà molti risultati positivi e reali, come ad esempio una migliore conoscenza di Dio, una sempre maggiore remissività nella ricerca della verità e nel metterla in pratica, senza più richieste, speranze e impurità proprie; la tua indole verrà trasformata, e ciò che più conta, le persone entreranno meglio nella verità e proveranno per Dio un amore crescente, offrendosi completamente a Dio senza alcuna altra richiesta e amando Dio diligentemente per tutta la vita. Pensavo di essere in cammino sul giusto sentiero e di essere già entrata nella realtà di una parte della verità. Ma nei fatti che emersero, dov’era l’espressione del fatto che stavo ricevendo la verità e trasformando la mia indole? Dov’era l’espressione del fatto che stavo veramente amando Dio? Se ci fossi davvero entrata, sarei stata in grado di essere messa alla prova. A prescindere dalle disposizioni che Dio stabilisce, sarei stata in grado di sottomettermi. Se ci fossi davvero entrata, sarei stata in grado di vedere attraverso la sostanza della natura di Satana dentro di me e avrei veramente visto la salvezza di Dio. Sarei stata maggiormente disponibile a offrire me stessa a Dio e ripagare il Suo amore. Con questi fatti e con il giudizio e il castigo della parola di Dio, potei vedere che stavo percorrendo il sentiero sbagliato. Non stavo percorrendo il sentiero dell’adempimento dei miei doveri in quanto creazione né stavo cercando di amare Dio. Invece ero sul sentiero della ricerca dei miei interessi e delle mie speranze personali; era il sentiero dell’inganno verso Dio attraverso la forzatura a seguire e a pagare un prezzo contenuto così da salvaguardare me stessa e garantirmi di avere una destinazione definitiva. Ho sempre perseguito i piaceri della carne. Per soddisfare i miei comodi temporanei, non ero disposta ad accettare il giudizio e il castigo di Dio e ottenere la verità; non ero disposta a cercare di amare Dio, offrirGli ogni cosa o spendere tutto per Lui attraverso il Suo giudizio e il castigo, prove e affinamento. La mia visione derivante dal profondo del mio cuore consisteva nel cercare di compiere pacificamente i miei doveri e non offendere l’indole di Dio. Alla fine, avrei ottenuto una buona destinazione e quello sarebbe stato sufficiente. La parola di Dio ha ripetutamente mostrato che la causa alla base del fallimento di Paolo sta nel suo modo di porsi verso Dio. Lui lavorava per la sua ricompensa futura e la corona e non provava neanche un minimo di sottomissione o di amore per il Signore della creazione. Alla fine, ciò gli valse il fallimento e la punizione di Dio. La parola di Dio ci ammonisce con chiarezza: “Coloro che operano per la propria destinazione riceveranno la sconfitta finale, poiché i fallimenti nella fede che le persone hanno in Dio si verificano a causa dell’inganno” (“Del destino” in “La Parola appare nella carne”). Questo genere di investimento non viene fatto con sincerità; ha un’apparenza fasulla ed è ingannevole. Mi ero veramente intestardita e evitavo il giudizio delle parole di Dio percorrendo un mio sentiero. Dominata dalla mia natura, avevo sempre percorso il sentiero seguendo persone che avevano fallito. Quando l’opera di salvezza di Dio giunse a me, non fui in grado di distinguere il bene dal male e sputai nel piatto dove stavo mangiando. A Dio davo solo idee sbagliate, resistenza e tradimento. In quel momento riuscii a vedere chiaramente quanto la mia natura fosse egoista e deplorevole. Avevo creduto in Dio per tutti quegli anni e avevo goduto di Dio eppure tramavo ancora contro di Lui, nell’attesa costante di fare affari con Dio. Nel mio cuore non provavo per Dio il minimo amore. È precisamente questa la ragione per cui stavo percorrendo il sentiero sbagliato ed è precisamente ciò di cui Dio stava parlando: “Poiché l’uomo non è bravo a dedicarsi totalmente a Dio, poiché non è disposto a compiere il suo dovere verso il Creatore, poiché ha visto la verità ma la evita andando dritto per la sua strada, poiché cerca sempre seguendo il percorso di chi ha fallito e sfida continuamente il Cielo, ebbene, fallisce sempre, viene costantemente ingannato dall’astuzia di Satana e resta intrappolato nella sua stessa rete” (“Il successo o il fallimento dipendono dalla strada che l’uomo percorre” in “La Parola appare nella carne”).

Poi, lessi la condivisione precedentemente indicata che diceva: “Ci sono persone che hanno inevitabilmente queste inquietudini: ‘Sto facendo il mio dovere, ma ho paura di percorrere il sentiero dell’anticristo; ho paura di fare qualcosa di sbagliato e di resistere a Dio’. Ci sono molte persone con questo genere di preoccupazioni? Soprattutto quelli che servono come operai e guide, vedono una certa persona che ha ricercato in modo così diligente in passato, che ha delle doti e una buona mente e che poi è caduta. Quella persona era alquanto brava a predicare, e alla fine non ci si sarebbe mai aspettato che anche lei cadesse. Dicono: ‘Se faccio quelle cose, finirò come loro e cadrò anch’io?’ Se fossi una persona che ama Dio, avresti ancora paura di queste cose? Se provassi per Dio un amore vero, saresti ancora dominato dall’apprensione? Le persone che amano Dio prestano sempre attenzione alla Sua volontà e non fanno la cosa sbagliata. […] Se sai veramente distinguere quale sia il percorso sul sentiero dell’anticristo, e quale il percorso della ricerca della verità e dell’essere resi perfetti, perché temi di percorrere il cammino dell’anticristo? La tua paura di percorrerlo non è forse una prova che vuoi ancora percorrerlo e che non sei disposto ad abbandonare la via dell’errore? Non è forse questo il problema?” (“Come cercare di amare Dio e di rendere testimonianza a Dio” in “Sermoni e comunicazioni sull’ingresso nella vita IX”). Attraverso la rivelazione della condivisione di cui sopra, potei vedere più chiaramente che le persone che non amano Dio sono sul sentiero dell’anticristo e tale mancanza è la fonte del fallimento; vidi anche più chiaramente le ragioni e le scuse che avevo ricevuto da Satana e che erano nascoste dentro di me; potei vedere gli inganni di Satana. La mia indisponibilità ad accettare responsabilità più grandi e la mia paura di percorrere il sentiero del fallimento rivelavano che la mia natura era egoista, deplorevole e malvagia, che amavo troppo me stessa e Satana e non disdegnavo il sentiero dell’anticristo, ovvero la ricerca di una buona posizione e della fama, così come di prospettive e di una destinazione per il futuro. Non avevo a cuore la verità né provavo il minimo amore per Dio. Fui anche in grado di capire veramente quanto sopra, ovvero le persone che avevano creduto in Dio per molti anni e non provavano ancora amore per Dio non avevano una natura umana; si potrebbe dire che avevano tutte una qualche natura malvagia; erano tutte persone egoiste, deplorevoli e cattive. Ebbi così la vera conoscenza della sostanza della mia stessa natura. Nello stesso tempo, ciò mi portò a rovesciare veramente le mie convinzioni errate, a essere liberata e assumere la direzione corretta e il sentiero della pratica, così da non vivere più in modo egoistico e deplorevole; tutto viene disposto da Dio e devo solo cercare veramente la verità e praticare l’amore per Dio mentre compio il mio dovere.

Lodiamo Dio per il Suo giudizio e il Suo castigo che ha trasformato il fine del mio cercare e mi ha distolta dal sentiero dell’errore. Mi ha anche permesso di riconoscere veramente la sostanza della natura di Satana che era in me e trovare la fonte del mio fallimento. Avevo creduto in Dio per tutti quegli anni senza mai amarLo. Provai vergogna e senso di colpa. Avevo davvero deluso Dio e Lo avevo ferito in modo eccessivo. Il mio cuore desidera sviluppare un autentico amore per Dio. Pietro fu reso perfetto perché amava veramente Dio e aveva la volontà e la perseveranza di ricercare la verità. Sebbene io sia ben lontana da ciò, non desidero più vivere in modo così vile e rivoltante pur di salvaguardare me stessa; sono pronta a fare dell’amare Dio il mio fine nella ricerca, e non mi risparmierò alcuno sforzo e pagherò il prezzo nel compiere i miei doveri. Porterò davvero i fardelli delle mie responsabilità e metterò in pratica la verità nell’adempiere ai miei doveri ed entrare nella realtà dell’amore per Dio.

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