68. Liberarsi dalle catene

Momo Città di Hefei, Provincia di Anhui

Prima di credere in Dio, qualsiasi cosa stessi facendo, non volevo mai essere da meno. Ero disposta ad accettare qualunque difficoltà, purché comportasse la possibilità di elevarmi al di sopra di tutti gli altri. Dopo aver accettato Dio, il mio atteggiamento è rimasto lo stesso, perché credevo fermamente nel detto “Nessun dolore, nessun guadagno”, e consideravo il mio atteggiamento una prova della mia motivazione. Quando Dio mi ha rivelato la verità, ho capito finalmente che stavo vivendo sotto il peso delle catene di Satana, sotto il suo dominio.

Non molto tempo fa, la Chiesa progettò di inviare altrove la sorella con cui collaboravo per inserirla in una posizione di leadership. Sentendo la notizia, rimasi molto delusa. Entrambe avevamo ricoperto ruoli di leadership, fino a quando non eravamo state rinominate come revisori. Ora la mia sorella sarebbe tornata a una posizione di leadership e avrebbe servito Dio con un potenziale di crescita illimitato, mentre io sarei rimasta ancora bloccata a una scrivania, svolgendo il mio compito nell’anonimato. Che futuro avrei avuto così? Ripensandoci, mi ricordai del vecchio detto: “Ci sono milioni di percorsi diversi per il successo”. Purché avessi compiuto bene il mio dovere, anche io avrei potuto avere successo. Dovevo solo raddoppiare i miei sforzi nel perseguire la verità. Se mi fossi concentrata sulla revisione dei sermoni in modo che la comunicassero meglio, forse un giorno i leader avrebbero capito che comprendevo la verità. Poi mi avrebbero promosso e il mio futuro sarebbe stato ugualmente luminoso. Dopo essermi resa conto di questo, le nubi grigie cominciarono a ritirarsi rivelando una rinnovata determinazione. Mi gettai a capofitto nel lavoro, e mangiavo e bevevo la parola di Dio solo quando non ero occupata, non osando rallentare il ritmo neanche per un attimo.

Un giorno, vidi il seguente passaggio in un sermone: “Tutto ciò che ti limita nel perseguire Dio e cercare la verità è uno dei ceppi di Satana. Se sei legato anche a una sola delle catene di Satana, stai vivendo la tua vita sotto il suo dominio” (“Compiti che i servitori di Dio devono portare a termine” in “Sermoni e comunicazioni sull’ingresso nella vita III”). Dopo aver letto questo, non potei fare a meno di chiedermi: “Sotto il peso di quali catene di Satana sto vivendo? Quali dei suoi veleni stanno ostacolando la mia ricerca della verità?” Mentre cercavo di riflettere con calma su questa domanda, mi ricordai della mia recente situazione. Dopo che la mia sorella fu inviata al suo nuovo posto, non rimasi passiva. Infatti, mi dedicai ancora di più a mangiare e bere la parola di Dio, a pregarLo e a compiere attivamente il mio dovere. Apparentemente, sembravo ancor più diligente di prima nel perseguire la verità ma, a uno sguardo più approfondito e indagatore, la mia capacità di accettare di essere da meno era semplicemente dovuta al fatto che nutrivo l’ambizione di diventare un giorno famosa ed elevarmi sopra tutti gli altri. Il mio ardente desiderio di essere il meglio del meglio era il motivo per cui non diventai passiva, perseguendo invece la verità più attivamente, ma la mia cosiddetta “ricerca della verità” era solo un’illusione, un perseguire disonesto. Stavo imbastendo una ricerca momentanea della verità per realizzare i miei scopi egoistici. Ripensando ai miei anni trascorsi seguendo Dio, capii che tutti i miei sacrifici erano ripagati dal veleno di Satana: “Nessun dolore, nessun guadagno”. È così che mi aveva legata con una catena invisibile, spingendomi a impegnarmi per distinguermi dalla folla e diventare il capo in carica. Se avevo già una posizione, cercavo comunque di raggiungerne una più elevata; se perdevo la mia posizione o non riuscivo ad avanzare, non diventavo passiva; sembravo comunque disposta a pagare il prezzo per cercare la verità. Tuttavia, non era perché capivo la verità ed ero disposta a sacrificarmi per essa. Volevo semplicemente servirmi dell’apparenza del sacrificio nello sforzo di distinguermi. Fu allora che finalmente capii che la mia posizione, “Nessun dolore, nessun guadagno”, era in realtà uno dei veleni di Satana che scorreva nelle mie vene. Ero stata ingannata; il veleno mi aveva prosciugata di tutta la mia umanità. Ero arrogante e ambiziosa, senza alcuna capacità di prospettiva. Tutto era successo proprio sotto il mio naso. In realtà pensavo che la mia ambizione fosse una prova della mia aspirazione. Pensavo che la mia indole arrogante, riluttante a essere da meno, fosse un segno della mia motivazione. Adoravo gli inganni di Satana come fossero verità e li vedevo come un distintivo d’onore, non come un marchio d’infamia. Quanto ero stata stupida a farmi ingannare così da Satana, a non essere riuscita a distinguere il bene dal male! Finalmente mi resi conto di quanto fossi patetica. Capii anche quanto Satana sia insidioso e spregevole: usa inganni pretestuosi per raggirarci e corromperci. Ci porta fuori strada e noi giuriamo fedeltà alle sue trame ingannevoli. Tutto questo è fatto a nostra insaputa. Pensiamo che stiamo perseguendo la verità e sacrificandoci per essa, ma in realtà stiamo vivendo nell’autoinganno. I veleni di Satana sono davvero micidiali! Se non fosse stato per l’illuminazione di Dio, non avrei mai capito veramente di essere stata corrotta da Satana e di certo non sarei mai venuta a conoscenza delle sue trame ingannevoli. Se non fosse stato per l’illuminazione di Dio, avrei continuato a vivere sotto il peso delle catene di Satana, fino a esserne completamente distrutta.

A quel punto, pensai alle parole di Dio: “Se sei davvero lieto di essere un servitore nella casa di Dio, lavorando nell’ombra in modo diligente e coscienzioso, dando sempre senza mai prendere, allora dico che sei un santo leale, perché non cerchi alcuna ricompensa e ti stai semplicemente comportando da uomo onesto” (“Tre ammonimenti” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi mostrarono la via della pratica: come creatura di Dio, dovrei amarLo e soddisfarLo incondizionatamente e compiere il mio dovere con devozione. Questo è il senno che una delle creature di Dio dovrebbe possedere. Questo è un perseguimento in linea con la Sua volontà. Da oggi in poi, farò del mio meglio per perseguire la verità. Farò affidamento sulla verità per riuscire a comprendere l’inganno di Satana e sbarazzarmi delle sue catene. Non perseguirò più nulla di carnale. Invece, lavorerò duramente nell’anonimato, adempiendo al mio dovere per soddisfare Dio. Anche se alla fine non mi resterà nulla, andrò avanti volentieri, senza neanche un rimpianto, perché sono solo una delle insignificanti creature di Dio. Soddisfare il Creatore è il mio unico vero scopo di vita.

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